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lesmania

MessaggioInviato: lun ago 10, 2009 9:01 am
da rizieri
il mio rufus ( meticcio tendente al maremmano)circa un mese fa ha avuto una dermatite nella zona peripoculare, ho consultato la vet che mi ha dato una crema antibiotica e ha effettuato il test per la lesmania. dopo 2 settimane la dermatite si è risolta ho talefonato per l'esito dell'esame e mi ha detto che era dubbio, da ripetewre tra due mesi e che nel frattempo diveva effettuare un quadro proteico, premessso che il cane sembra stare bene e che la dermatite si è risolta non vedo perchè si debba strssare il cane ancora visto che per l'altro prelievo ci sono volute tre persone per tenerlo. che ne pensate?

Re: lesmania

MessaggioInviato: lun ago 10, 2009 6:29 pm
da Marco
beh,
credo che il problema non sia il prelievo ma il cane che è troppo irrequieto.
in questo caso lo blocchi e basta.
Alla fine capisce che non è nulla
a me si fanno cacciare il sangue tranquillamente.

Re: lesmania

MessaggioInviato: mar ago 11, 2009 6:46 am
da rizieri
si sicuramente il problema non è il prelievo ma il fatto che lei voglia fare altri esami prima di ripetere il test, la trovo una perdita di tempo e di soldi...anche perchè questa non è una zona a rischio, (come le zone costiere dove si trovano più zanzare)e visto che siamo abbastanza alti non se ne vedono quasi, non vorrei che fosse fin troppo "scrupolosa" perchè sa quanto tengo al mio cane.... :?

Re: lesmania

MessaggioInviato: gio ago 13, 2009 1:24 pm
da alessandro jans
SENZA ENTRARE TROPPO NEL MERITO DEL CASO IN QUESTIONE, PER LA LEISHMANIOSI NON C'ENTRANO LE ZANZARE, PERCHE' IL VETTORE SONO ALCUNE SPECIE DI FLEBOTOMI, CONOSCIUTI ANCHE COME "PAPPATACI". ANZI, è PROPRIO NEGLI HABITAT MENO ADATTI ALLE ZANZARE CHE TROVIAMO I FLEBOTOMI.
AD UN CONVEGNO SULLA LEISHMANIOSI NEL CANE, ORGANIZZATO DA UNA DITTA FARMACEUTICA PER PROMUOVERE UN PROPRIO PRODOTTO ANTIPARASSITARIO, SONO STATE MOSTRATE ALCUNE MAPPE DEL TERRITORIO NAZIONALE, DA CUI EMERGE CHE SE UN TEMPO LA LEISHMANIOSI ERA UN PROBLEMA TUTTO MERIDIONALE (ALLA FINE DEGLI ANNI '80 L'INSETTO DAL CENTRO ITALIA SI SPINGEVA SOLO FINO AL LIMITE DELLA FASCIA APPENNINICA EMILIANO-ROMAGNOLA) OGGI IL RISCHIO E' PIU' ELEVATO A CAUSA DELLA PRESENZA DELL'INSETTO ANCHE NELLE ZONE PEDEMONTANE ALPINE, DAL VENETO AL PIEMONTE!
QUINDI è MEGLIO NON SOTTOVALUTARE TROPPO IL PROBLEMA E PRENDERE ADEGUATE CONTROMISURE, ANCHE PERCHE' IL QUADRO PER IL FUTURO PREVEDE UNA MAGGIORE DIFFUSIONE DELLA MALATTIA ANCHE NELLE ZONE UN TEMPO "INDENNI".